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Il tesoro degli Arnolfini

 

Un misterioso tesoro venuto dall’Oriente. I segreti di una famiglia di Lucca trapiantata a Bruges. Un quadro enigmatico che raffigura uno spirito venuto dal Purgatorio. Le vicissitudini, i patimenti e gli amori di un giovane orfano. Quale sarà la vera natura del tesoro degli Arnolfini? 


Contesto storico
Il tesoro degli Arnolfini è un romanzo storico, scritto sotto forma di thriller, che copre un arco di tempo che va dal 1430 al maggio 1473. Il racconto si dipana prevalentemente tra la città di Lucca e quella di Bruges. In quella potente città delle Fiandre, accanto a una moltitudine di fiorentini, genovesi, milanesi, veneziani, ma anche francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli e portoghesi, c’era una nutrita colonia di mercanti e banchieri lucchesi. Erano quasi tutti concentrati tra Kuiperstraat (rue des Anguilles), Naaldenstraat (rue des Tonnelliers) e piazza della Borsa.
Uno di questi lucchesi era Giovanni di Nicolao Arnolfini detto Giannino (Lucca 1400 circa- Bruges 11 settembre 1472). Era sposato con Costanza Trenta ed era ben introdotto alla corte del duca Filippo III di Borgogna detto il Buono.
 
I personaggi
Come sempre accade nei romanzi storici, alcuni personaggi sono di fantasia, altri sono realmente vissuti. Sono di fantasia, tra gli altri, i due giovani protagonisti Orlando e Sara. Molti altri sono realmente vissuti. Oltre agli Arnolfini presenti a Bruges in quegli anni, si racconta di Dino Rapondi e sua moglie Puccia degli Streghi, Costanza Trenta, Filippo III di Borgogna, Isabella del Portogallo, Carlo il Temerario, Giosia Acquaviva, Guillaume Dufay, Margherita di York, Petrus Christus, Tomaso Perentucelli il futuro papa Nicolaus V, Tommaso di Folco Portinari, Olivier de la Marche e infine il pittore Jan van Eyck autore del misterioso quadro chiamato “Ritratto dei coniugi Arnolfini”.
 
Un quadro misterioso ed enigmatico
Nel romanzo ampia parte è data dalle vicende dei protagonisti in relazione a questo quadro enigmatico e misterioso.
È un del dipinto a olio su tavola che il pittore Jan van Eyck realizzò nel 1434. Il dipinto è generalmente conosciuto come il Ritratto dei coniugi Arnolfini. Oggi è conservato nella National Gallery di Londra appeso alla parete della stanza numero cinquantasei.Su quella tavola considerata uno dei capolavori dell’artista e una delle opere più rilevanti della pittura fiamminga si sono scritti fiumi d’inchiostro e sollevati dubbi e congetture da far impallidire gli enigmi sulla figura della Gioconda di Leonardo da Vinci.
 
La trama 
Un misterioso tesoro è il filo conduttore che lega il racconto dall’inizio alla fine. 
È venuto dall’Oriente e doveva essere recapitato a Giovanni Arnolfini un ricco e algido commerciante lucchese trapiantato a Bruges. Non arriverà mai a destinazione e il mercante che lo doveva consegnare sarà ucciso in un agguato alle porte di Lucca. 
Incolpevole testimone di quell’aggressione Orlando, un giovane falegname che si ritrova suo malgrado coinvolto in una storia più grande di lui. 
Accusato di quell’aggressione, il ragazzo viene arrestato e torturato. Solamente l’intervento di Giovanni Arnolfini gli salverà la vita ma a condizione che lo stesso Orlando indaghi e scopra la natura di quel tesoro misterioso. Da quel momento la sua vita cambierà totalmente e si ritroverà a peregrinare tra Lucca, Genova, Bruges, Amalfi e Palermo. Lungo quelle strade imparerà le tecniche di navigazione sulle galee, il segreto del fuoco greco, visiterà le splendide città del Bramante e si emozionerà davanti a un quadro enigmatico che raffigura uno spirito venuto dal Purgatorio. Orlando vivrà anche grandi amori e soffrirà delusioni e solitudine ancora più grandi. A volte sarà tentato di mollare tutto, ma non potrà mai volgersi indietro, perché deve compiere la sua missione: scoprire la natura del tesoro degli Arnolfini.