I personaggi
Ruggero Franzoso
(Roger de Molay) Nato 1471 ha 20 anni. Capelli corvini a spazzola, occhi scuri.
Matilde
20 anni, capelli ondulati castani chiari, occhi azzurri brillanti come zaffiri, labbra carnose, vestita di una tunica di seta verde. In vita tiene una piccola spada.
Tuccio
Bambino di 5 anni sorridente capelli lunghi e neri
Tommaso d'Agnolo
Alto, con una corporatura ancora massiccia nonostante l’età avanzata. Aveva la testa calva, baffi e una lunga barba bianca con i capelli rimasti tagliati corti e disposti ai lati delle tempie. Sul viso troneggiava un naso prominente che appoggiava su due profonde rughe disposte ai lati della bocca. Tommaso era avvolto in un mantello nero con una croce bianca a quattro braccia e otto punte ricamata sulla spalla. Per via della sua quasi totale cecità, avanzava aiutato e guidato da un monaco avvolto con un identico mantello.
Cavaliere Guido della Bella (Guy de Saint Amand)
Era come se lo erano immaginato, come doveva essere un cavaliere. Aveva un’età apparente di trenta anni, alto, possente, con i capelli riccioluti e gli occhi azzurri. Quello che non si erano immaginati, era il colore dei suoi capelli. Erano biondi e la sua barba lunga era leggermente rossiccia.
Juan del la Cosa
Era giovane, dall’apparente età di trenta anni, aveva una barba nera ben curata, baffi e capelli corvini. Indossava un cappello conico rosso bordato di bianco con la sommità che ricadeva da un lato della testa. Sulle spalle portava un pesante mantello nero foderato di pelliccia bianca d’agnello che fuoriusciva dalle maniche, dai polsi e dal petto.
Doramas
Indigeno Guanche. 20 anni, magrissimo, veste una pelle di capra, capelli lunghi biondi e collana al collo di pezzi di legno.
Luna (il falco)
Ha il sopra del becco e le zampe gialle come il sole, mentre gli artigli e la punta del becco sono neri. Anche la testa è nera e contrasta con le penne chiare del collo. Le penne più belle sono quelle sulla pancia e sulle zampe che sono tutte disegnate con delle piccole striature nere.
Guglielmo Capponi, Gran Maestro dei frati cavalieri del Tau di Altopascio
Aveva un fisico corpulento con un faccione rotondo come la luna piena. Era rude di modi e smargiasso, rubizzo in volto, un rissoso.
Aimone
Il canonico della cappella. Pingue, canuto, ingobbito.
Dalla faccia pareva un tipo mite ma sembrava anche qualcos’altro. Aveva i lineamenti di quelli che bevono senza mai riuscire a smettere: gli occhi gonfi, i capillari rotti sul viso, le mani tremolanti e la pelle scura e percorsa da una ragnatela di piccole vene.
Juan de la Cosa
Era giovane, dall’apparente età di trenta anni, aveva una barba nera ben curata, baffi e capelli corvini. Indossava un cappello conico rosso bordato di bianco con la sommità che ricadeva da un lato della testa. Sulle spalle portava un pesante mantello nero foderato di pelliccia bianca d’agnello che fuoriusciva dalle maniche, dai polsi e dal petto.
Maria Mar
Sul viso di carnagione olivastra, troneggiava un’ampia cesta di capelli neri e ricci. Gli occhi color dell’ebano erano grandi e sfuggenti all’esterno e le labbra grosse e carnose.
Martin Alonso
Sembrava avere parecchi anni in più rispetto a Vicente Yáñez. Assomigliava a un uomo di cinquanta anni. Martín dava l’idea di essere un uomo irruento, sanguigno, istintivo. Seduto sulla sedia sembrava a disagio, non stava fermo un attimo, si agitava e guardava per ogni dove. Era burbero, dai modi spicci, strafottente, individualista, ma gli dava fiducia.
Martín si comportava come il tempo a marzo. Quando era gentile, quando diventava scontroso, quando era testardo, quando riflessivo, quando ti cercava e quando ti teneva distante. Così, all’improvviso, senza un’apparente ragione.
Vicente Yanez
Assomigliava a un uomo di trenta. Vicent doveva avere un carattere opposto perché sembrava un tipo calmo, disciplinato, portato più ad ascoltare e riflettere che ad agire.
Guiscardo Cinquina
Il comandante della galea, indossava un vestito che un tempo doveva essere stato elegante e ora invece era pieno di macchie di unto e di sudicio. Aveva un viso scuro al pari dei suoi marinai, incorniciato da due lunghe e folte sopracciglia. Alla vita teneva allacciato un grosso cinturone al quale stava appeso uno spadino.